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Autismo: colpiti 500.000 italiani, è in aumento nel mondo

Neurologia Redazione DottNet | 29/03/2017 19:14

Le cause sono genetiche e ambientali, mancano le cure; non c'è alcun legame con i vaccini

E' una malattia per alcuni versi ancora 'misteriosa' e per la quale non esiste al momento una cura: l'autismo colpisce, solo in Italia, tra le 300 e le 500mila persone ma i casi sono in aumento a livello mondiale. I cosiddetti disturbi dello spettro autistico sono un gruppo complesso di disturbi dello sviluppo cerebrale. Questo termine, spiega l'Istituto superiore di sanità, raggruppa condizioni come l'autismo e la sindrome di Asperger, disturbi caratterizzati da difficoltà nell'interazione e nella comunicazione sociale e da interessi e attività limitati e ripetitivi. Incerto il numero delle persone affette: recenti stime indicano 62 casi per 10.000, il che significa che un bambino su 160 ha un disturbo dello spettro autistico. Secondo altri studi, però, i tassi sarebbero decisamente più elevati.

Negli Usa il numero sale a 3,5 milioni, nel mondo si arriverebbe a 60 milioni di persone affette. Molti esperti sono concordi nel sostenere che nel corso degli ultimi 35 anni il numero dei casi è impennato ovunque, anche per la migliorata capacità dei medici di diagnosticare la malattia. Nelle persone affette, il grado di abilità intellettiva è variabile e spazia da una compromissione grave a abilità cognitive non verbali superiori alla norma. È difficile individuare prima dei 12 mesi di età la presenza della malattia, mentre la diagnosi è in genere possibile entro i 2 anni di età. Le manifestazioni all'esordio sono un ritardo o regressione del linguaggio e delle abilità sociali e la presenza di comportamenti ripetitivi e stereotipati. Quanto alle cause, sono sia genetiche sia ambientali (infezioni virali, esposizione a pesticidi).

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I dati, affermano Iss e Oms, indicano che non vi sono evidenze di un legame tra vaccino morbillo-parotite-rosolia (Mpr) e disturbi dello spettro autistico. L'ipotesi che la vaccinazione possa essere associata ad autismo fu sollevata da uno studio inglese nel 1998 su The Lancet. L'ipotesi è stata poi valutata da numerosi studi, ma nessuno ha confermato una relazione causale. Gli autori dello studio hanno successivamente ritirato le loro conclusioni e nel 2010 la rivista ha ritirato l'articolo. In Italia, nel 2015, è entrata in vigore la prima legge sull'autismo, per un maggior inserimento nella vita sociale e lavorativa. L'autismo è stato inoltre inserito nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, per garantire diagnosi precoce e cure individualizzate in tutte le Regioni.

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